Praga 1952
Fra alcune ore saremo a Praga. Gli altri compagni sono in un altro scompartimento a cantare canzoni italiane fraternizzando con altri viaggiatori cecoslovacchi. Fra loro vi è anche il controllore del treno (una donna). Alle 14 circa abbiamo lasciato la desolante terra d'Austria. Hokenau ultima stazione era deserta-è una giornata torrida e ciò aggrava forse il nostro stato d'animo. In questo ultimo tratto di terra Austriaco non si fa neppuro più caso al bel panorama, di boschi di pini, di monti abetosi, di caratteristiche casette in legno dallo stile variopinto. È stato un susseguirsi di poveri villaggi e vuote stazioni. Visi tristi di pochi viaggiatori di un paese che si sente oppresso e chiaramente appare composto di un popolo senza volontà e sfiduciato. A Breclaw siamo entrati in Cecoslovacchia. Subito si è avuto un'altra impressione. Una stazione piena di animazione, un bel ristorante, molta pulizia (questo della pulizia è una cosa che colpisce ovunque). La stazione è piena di contadini, operai, gente robusta e allegra. E' un caldo soffocante. Le operazioni di dogana sono state celerissime. Un fatto che mi ha colpito in ogni stazione i distributori d'acqua.
