Mi racconto attraverso... un libro
Mi racconto attraverso…
Di Dora Lisa Mercurio 16.01.2010
Bologna, ricerca frenetica di una casa, telefonate, annunci, agenzie, scadenze. Giornate frenetiche. Via S. Stefano: il negozio dei palloncini, colori e gioia. La smemoratezza della mia amica che dimentica le Pagine Gialle, elemento importante per la ricerca. E allora di nuovo nel negozio a chiedere se, per caso, le avessero trovate. No, ma hanno qualcos’altro da darci. Un libro. Un libro che per strane vie è arrivato fino a loro e, da loro, a me. Un libro sconosciuto, di un autore mai sentito, di una cosa editrice anch’essa ignota. Un libro consumato, con le pagine gialle e l’odore che piace a me: di vite vissute, di gente che con le mani lo ha sfogliato, sentito, amato, accarezzato e scaraventato. E Lui custodisce tutto questo. Da me il libro è passato ad altri perché un dono del genere non si tiene per sé ma si inserisce nel filo delle vite degli altri, per quello che dice, per quello che non dice, per quello che rappresenta. Un segmento da inserire e poi donare.
È stato nel mio scaffale per un po’ e poi l’ho dato via, ad un’amica che ne aveva bisogno, con la raccomandazione di donarlo appena lo si sarebbe amato e portato dentro di sé. Non l’ho più letto né trovato in qualche libreria ma, sinceramente, non l’ho neanche cercato, non sarebbe stato più Lui.
Di Dora Lisa Mercurio 16.01.2010
Bologna, ricerca frenetica di una casa, telefonate, annunci, agenzie, scadenze. Giornate frenetiche. Via S. Stefano: il negozio dei palloncini, colori e gioia. La smemoratezza della mia amica che dimentica le Pagine Gialle, elemento importante per la ricerca. E allora di nuovo nel negozio a chiedere se, per caso, le avessero trovate. No, ma hanno qualcos’altro da darci. Un libro. Un libro che per strane vie è arrivato fino a loro e, da loro, a me. Un libro sconosciuto, di un autore mai sentito, di una cosa editrice anch’essa ignota. Un libro consumato, con le pagine gialle e l’odore che piace a me: di vite vissute, di gente che con le mani lo ha sfogliato, sentito, amato, accarezzato e scaraventato. E Lui custodisce tutto questo. Da me il libro è passato ad altri perché un dono del genere non si tiene per sé ma si inserisce nel filo delle vite degli altri, per quello che dice, per quello che non dice, per quello che rappresenta. Un segmento da inserire e poi donare.
È stato nel mio scaffale per un po’ e poi l’ho dato via, ad un’amica che ne aveva bisogno, con la raccomandazione di donarlo appena lo si sarebbe amato e portato dentro di sé. Non l’ho più letto né trovato in qualche libreria ma, sinceramente, non l’ho neanche cercato, non sarebbe stato più Lui.
