Il tempo era volato via
Alle otto e mezzo coprii il bassorilievo con una pezza bagnata, presi una busta di plastica e vi riposi la mia opera, chiudendo bene la busta per evitare che l’aria provocasse una prematura essicazione. Poi pulii il tavolo di marmo e mi lavai le mani. Apparecchiai con un tovagliolo, le posate e il bicchiere, mi preparai da mangiare, accesi la televisione, e, guardando un noioso spettacolosi mi misi a mangiare.
Download
IL TEMPO ERA VOLATO VIAb.doc 27,00 kBBreve frammento della storia, una pagina scelta dall’autore per i lettori (Massimo
IL TEMPO ERA VOLATO VIA
Alle otto e mezzo coprii il bassorilievo con una pezza bagnata, presi una busta di plastica e vi riposi la mia opera, chiudendo bene la busta per evitare che l’aria provocasse una prematura essicazione. Poi pulii il tavolo di marmo e mi lavai le mani. Apparecchiai con un tovagliolo, le posate e il bicchiere, mi preparai da mangiare, accesi la televisione, e, guardando un noioso spettacolosi mi misi a mangiare. Cambiai canale più volte esplorando i vari programmi, poi decisi che sarebbe stato più divertente riprendere il lavoro che avevo così accuratamente riposto. Quando tirai fuori il bassorilievo – stavo ritraendo il volto paffuto del mio primo nipotino, ispirandomi ai putti dei Della Robbia… mi accorsi che lo stiacciato era troppo rilevato e la curva della guancia sinistra sporgeva in modo innaturale. Dovevo solo adattare qualche linea. Cominciai a modellare con la stecca, poi usai le mani, poi tolsi qualcosa di troppo con l’occhiello, poi usai di nuovo le mani. Andrea, il mio nipotino mi stava sorridendo. Tolgo ancora qualcosa a destra e ci siamo .
Sono finalmente soddisfatta, c’è voluto poco a recuperare, penso, stavolta posso esporre all’essiccamento la mia opera, e anche andare a letto. Solo a questo punto mi rendo conto che sono le tre e quaranta.…
Alle otto e mezzo coprii il bassorilievo con una pezza bagnata, presi una busta di plastica e vi riposi la mia opera, chiudendo bene la busta per evitare che l’aria provocasse una prematura essicazione. Poi pulii il tavolo di marmo e mi lavai le mani. Apparecchiai con un tovagliolo, le posate e il bicchiere, mi preparai da mangiare, accesi la televisione, e, guardando un noioso spettacolosi mi misi a mangiare. Cambiai canale più volte esplorando i vari programmi, poi decisi che sarebbe stato più divertente riprendere il lavoro che avevo così accuratamente riposto. Quando tirai fuori il bassorilievo – stavo ritraendo il volto paffuto del mio primo nipotino, ispirandomi ai putti dei Della Robbia… mi accorsi che lo stiacciato era troppo rilevato e la curva della guancia sinistra sporgeva in modo innaturale. Dovevo solo adattare qualche linea. Cominciai a modellare con la stecca, poi usai le mani, poi tolsi qualcosa di troppo con l’occhiello, poi usai di nuovo le mani. Andrea, il mio nipotino mi stava sorridendo. Tolgo ancora qualcosa a destra e ci siamo .
Sono finalmente soddisfatta, c’è voluto poco a recuperare, penso, stavolta posso esporre all’essiccamento la mia opera, e anche andare a letto. Solo a questo punto mi rendo conto che sono le tre e quaranta.…
